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Questo racconto è il post originale pubblicato nel 2003 sul sito "Tradimento.it", quando mi firmavo con lo pseudonimo DIO.

Molti riconosceranno il capitolo 56 del romanzo "Ti ho scritto una mail" che è ispirato a questa storia.

"Tu chiamale se vuoi..."

E' venerdì sera, sei in uno dei tuoi locali preferiti insieme ai tuoi amici. L'ambiente è stupendo, c'è molta gente, tanta musica, ma non riesci a respirare a pieno tutto questo, a goderti il divertimento.

Poi tuo fratello ti dice: "Goditela e non ti preoccupare, lei non verrà al 100%... ci abbiamo pensato noi". Seguono diverse spiegazioni e racconti che si concluderanno Sabato; cose che ignoravi fino a pochi minuti prima, cose che ti danno da pensare... la sostanza è che cominci a goderti la serata: balli, chiaccheri e ti diverti.

Sono le 3, alcuni amici sono stanchi, pensi che la serata sia terminata e ti proponi di girare per il locale a cercare il resto della compagnia. Trovi un amico, al chioschetto-bar del giardino, intento a recuperare le chiavi dell'auto finite chissà come negli slip di una donna. Insieme a loro un'altra dnna che ti hanno presentato 5 ore prima mentre stampavi una canna e avevi altre cose per la testa. Ora la vedi sotto una luce diversa e inizi a fare 4 chiacchere divertito dalla situazione del tuo amico che ancora non ha recuperato le chiavi.

Ti passa la voglia di andare a casa, la serata non è ancora finita. Lasci la tua auto agli amici più stanchi e rimani nel locale.

L'amico non ha ancora recuperato le chiavi perchè è un gentiluomo e perchè la ragazza non incontra i suoi gusti, ed effettivamente anche dopo una canna, un negroni e un wiskey non puoi dargi torto... il bello è che quando, non si sa come, le chiavi tornano in suo possesso... vabbè lasciamo perdere, magari ve lo racconta lui... intanto continui a parlare con la ragazza di prima.

Il locale chiude, si decide di andare in "Brenta" (ma ormai il posto si è trasferito in piazzale Cuoco) a farci pizza e bomboloni... mitico alle 4.30!

Alle 5 a casa con il suo numero di telefono nel cellulare.

Il Sabato trascorre in sordina, annebbiato dalla stanchezza del giorno prima e dall'opaca prestazione a cui hai assistito nel tempio del calcio. I racconti della serata precedente ti fanno maturare l'idea che è ora di richiudere porte che si sono riaperte a tua insaputa, di voltare finalmente quella pagina che ostinatamente si è mantenuta in bilico senza che tu ne fossi a conoscenza e di cui qualcuno ti attribuisce anche il merito (vabbè sono DIO ma ancora non riesco a fare cose a mia stessa insaputa). Prendi il coraggio a due mani, ti fai forza e tagli i ponti, per poi accorgerti in seguito che non ci voleva poi tutto questo coraggio.

Domenica ti alzi e ancora in mutande esci sul balcone: è una bellissima giornata. Fai gli auguri alla mamma e ti dedichi al tuo hobby.

E' una bellissima giornata e hai un numero di telefono... fai la somma e chiami.

Dopo pranzo esci, la passi a prendere sotto casa e, visto che sei nei paraggi, decidi di stendere un bel telo sulla "Muntagnetta" e di goderti il sole.

A memoria non ricordi negli ultimi tempi un pomeriggio così fantasticamente bello, trascorso tra discorsi seri e meno seri intervallati da 1000 baci e coccole.

Com'è strana la vita.

DIO