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Storie brevi

Il mio ultimo giorno (raccolta Buio)

Info utili

BUIO - Raccolta racconti a tema horror/thriller/noir

di AA.VV

ed. Lettere Animate Editore

ebook ISBN/EAN: 978-88-688-2604-8

ebook price: GRATIS

 

Attualmente disponibile solo in formato digitale in tutti gli store on-line e completamente GRATIS

Il racconto può essere letto GRATUITAMENTE anche su WattPad.

Booktrailer

Introduzione

Buio è una raccolta di racconti a tema horror scritta interamente da autori di Lettere Animate. Gli autori stessi sono stati obbligati a ispirarsi a una di queste 5 leggende:

1. La leggenda di Bloody Mary Si narra che Blood Mary fosse un fantasma – per altri una strega, per altri ancora una donna che venne sfigurata – che nel mondo occidentale veniva evocato per rivelare il futuro. La leggenda vuole che il fantasma appaia quando si è di fronte allo specchio, al buio, e si evoca il suo nome più volte. Nei pigiama party tra bambini o nelle feste di compleanno tra giovani adolescenti si fa spesso riferimento a questa leggenda, con ragazzini e giovani fanciulle che si mettono alla prova sfidandosi per vedere chi, alla fine, avrà il coraggio di chiudersi in bagno, da solo, al buio, e iniziare a chiamare più volte ad alta voce il nome di Bloody Mary.

2. “Leggero come una piuma, rigido come una tavola” Altro gioco che mette alla prova il coraggio dei partecipanti alle feste è quello che consiste nel far sdraiare una persona sul pavimento mentre gli altri, circondandola da ogni lato, mettono sopra il suo corpo inerte le proprie mani. Tutti insieme, o uno alla volta, cominciano poi a intonare il ritornello “Leggero come una piuma, rigido come una tavola” (in inglese “Light as a feather, stiff as a boar”) senza smettere fino a quando la persona in questione non inizia lentamente a staccarsi dal pavimento e si innalza verso l’alto suscitando terrore e sgomento tra i presenti. Può succedere?

3. Il mito dell’uomo nero senza volto o Boogeyman Chi di noi quando era bambino non ha sentito raccontare da genitori, nonni o fratelli maggiori la leggenda dell’uomo nero senza volto? “Non tornare troppo tardi a casa o l’uomo nero ti porterà via”; “Se non vai a dormire subito verrà l’uomo nero a rubarti da dentro il letto”. Queste alcune delle frasi classiche che ci spaventavano a morte e che ci facevano obbedire subito alle raccomandazioni degli adulti, perché mai e poi mai avremmo voluto imbatterci in quell’uomo dal viso deforme che poteva da un momento all’altro saltar fuori dagli armadi di casa o da sotto i nostri letti, pronto a portarci via e a turbare per sempre la nostra serenità.

4. La leggenda della baby sitter Questa leggenda metropolitana è talmente conosciuta che a essa si sono ispirati molti registi per la realizzazione dei loro film, tra i quali il noto “Chiamata da uno sconosciuto”. La leggenda narra che una giovane baby sitter piuttosto ingenua si trova a casa di una coppia benestante di sera, per occuparsi dei bambini. Mentre i piccoli dormono tranquillamente nella loro stanza, la baby sitter attende il ritorno dei genitori guardando la televisione. A un certo punto inizia a ricevere diverse telefonate anonime, nelle quali, all’altro capo della cornetta, si ode solo il respiro affannoso di una persona misteriosa. Inizialmente la ragazza ignora le chiamate, credendo che qualcuno le stia facendo uno scherzo. Poi però, con l’intensificarsi delle telefonate e in piena agitazione quando la persona dall’altra parte le chiede se ha controllato i bimbi che dormono, inizia ad avere paura e cosi decide di chiamare la polizia. Quando la polizia la ricontatta le dice che le telefonate provenivano dalla casa… Molte donne, dopo aver ascoltato questo racconto, hanno deciso di non fare mai le baby sitter.

5. Venerdì 13 Il numero 13 è stato a lungo associato alla sfortuna. Spesso edifici imponenti e moderni non hanno il 13° piano; nessuno, in un team sportivo, vuole indossare la maglia con il numero 13; e tutti noi, segretamente, tocchiamo ferro quando venerdì cade il giorno 13. Quando poi questa paura diviene persistente, anormale e ingiustificata, si parla di triscadecafobia. Secondo alcune stime circa 20 milioni di persone soffrono di questa fobia. Nel corso della storia ci sono stati molti riferimenti al 13 come numero legato alla sfortuna. Vediamone alcuni esempi: durante l’ultima cena di Gesù erano presenti 13 persone; l’antico Codice di Hammurabi salta il 13. Non è ben chiaro però il motivo per cui venerdì 13, in particolare, sia considerato sfortunato. Resta il fatto che un cospicuo di numero di persone è talmente superstizioso che in quella giornata decide di non prendere aerei né uscire di casa con la paura smisurata che possa accadere qualcosa di terribile.

Il racconto che ho scritto è inserito in questa raccolta e si intitola "Il mio ultimo giorno". Il racconto è ispirato alla leggenda della baby-sitter